martedì, 19 ottobre 2004 |
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Dopo aver saldato l'albergo Jucar, Il cortesissimo titolare ci ringrazia della permanenza e ci regala un piccolo souvenir (un posacenere in coccio lavorato a mano). La zona è infatti piena di negozi che vendono ceramiche; infatti Il terreno di questa regione è argilloso, di un colore rosso mattone molto intenso. Le ceramiche in genere sono una produzione assai diffusa. Felici di questa breve permanenza in questo luogo incantato , imbocchiamo la stradina che conduce a Teruel per abbandonare la Castilla-La Mancha ed entrare in Aragona. Boschi, terra argillosa, fonti d'acqua, pecore e riserve di caccia e pesca sono le principali atrattive di questo luogo.
Dopo un'ora di macchina intravediamo un borgo arroccato sulle pendici di un colle; è Albarracin, antica città medioevale che riporta nel passato I molti visitatori. Parcheggiamo e ci inerpichiamo per una scalinata di pietre totalmente assimmetrica che porta al borgo. Le case sono antiche, costruite in roccia argillosa e sono addossate l'una all'altra fino a fondersi con le mura di cinta della città. Una piccola chiesa piena di visitatori e decine di viuzze strettissime dall'aspetto antico. Prima di abbandonsare Albarracin per visitare El Rodeno, entriamo in una jamoneria dove una signora cordialissima ci prepara dei bocadillos con jamon per Il nostro pranzo al sacco (non abbiamo voglia di cercare ristoranti alle 2. El Rodeno è Il luogo in cui si trova Il "conjunto de arte rupestre" ossia un sito in cui sono visibili dei dipinti su roccia che risalgono al 6000 a.c. il posto si raggiunge da Albarracin, seguendo una strada che in 5-6 km. Porta al sito. Da li si prosegue a piedi...fino ad arrivare presso delle gigantesche rocce dove sono visibili dipinti di tori e di uomini che cacciano. Foto alle opere d'arte e ne aprofittiamo anche per consumare li Il nostro pasto e poi proseguiamo verso Teruel.
Nei pressi della cittadina, vista l'ora decidiamo di proseguire direttamente per Saragozza. La strada è terribilmente noiosa... Lunghi rettilinei e distese di campi brulli ai fianchi.. Il traffico scorre fluente, Il navigatore satellitare sonnecchia... Guidiamo per 100 km senza sentirlo "aprire bocca"... Poi tutto ad un tratto ecco distese di vigneti e tante cantine...... È la strada del vino aragonese e poco dopo siamo gia in città.. Abbastanza caotica nonostante le sue modeste dimensioni; Il navigatore ci molla in asso nella piú grossa via del centro cittadino... Panico perché stavamo seguendo la rotta per un hotel... Gira e rigira vedo un hostal centralissimo con parcheggio... Su isola pedonale. Uffa. Entro di corsa per chiedere disponibilità di stanze ma sono al completo. Poi la gentilissima receptionist dell'albergo (che si chiama hostal Sauce**) mi indica un altro albergo che ha dei posti... Così sale in macchina con noi, ci guida in un parcheggio sotterraneo convenzionato e ci accompagna all' Hotel Las Torres** che si affaccia direttamente in Piazza Pilar, la piazza maggiore del centro storico. Meglio di così!!!! Ringraziamo per la cordialità e la gentilezza e contenti prendiamo una doppia per 1 notte a euro 55,00 + 6,00/pax per la colazione. Camera pulita e molto accogliente.... Quasi meglio dell'Holiday Inn di Valencia. Voto: 6,5. Alle 6 siamo gia in giro. Davanti all'hotel si trova Piazza Pilar con la sua enorme cattedrale.
Davanti alla cattedrale c'è una enorme inpalcatura che probabilmente era totalmente coperta da fiori (c'è del personale che sta ripulendo Il tutto). Sulla cima dell'impalcatura un' immagine sacra. Scopriamo che è appena terminata la Festa del Pilar, Il festeggiamento che dura 7 giorni a cavallo del 12 ottobre, dedicato alla vergine Maria del Pilar; la leggenda vuole che Santiago (pare fosse un apostolo) nel 40 d.c. abbia avuto una visione della madonna discesa dal cielo per posarsi su un pilastro (pilar) e in quel punto venne costruita una cappella che oggi è la cattedrale.
Saragozza è disseminata di chiese più o meno appariscenti e denotiamo un grande businnes di santini e madonne oltre che di caramelle dedicate alla vergine del pilar :-(
Ad una churreria assaggiamo I famosi Churros, dei dolci fritti dalla forma allungata che solitamente si inzuppano in una tazza di cioccolata calda... scegliamo la versione elaborata... Un mega churro gigante, ricoperto di cioccolato e ripieno di tanta crema alla vaniglia... Un vero spettacolo... Da non perdere. Dopo una lunga passeggiata per le vie del centro, ceniamo tardi (per noi) come vuole l'uso locale e rientriamo in albergo stanchi dai postumi di quasi 300 km di viaggio + le varie escursioni.
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