lunedì, 18 ottobre 2004

 

Sveglia relativamente tardi perché la colazione viene appena servita dalle 9... Pane tostato,burro e marmellata, caffé "con leche" e via alla scoperta del parco, fermati quasi subito da una sonnecchiante comitiva di pecore che attraversava la strada del paese.

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Ci dirigiamo verso Beteta e la prima tappa ci conduce al "Nascimento (sorgente) del Rio Cuervo".. Un sentiero parte dal parcheggio... Siamo naturalmente soli e ci incamminiamo per Il percorso segnato; subito udiamo dei fruscii strani provenire dalla fitta vegetazione. Scopriamo che sono degli spaventatissimi (e bellissimi) scoiattoli che corrono e saltano da un ramo all'altro degli alberi con una velocità impressionante. Probabilmente non si aspettavano visite prima di mezzogiorno. Man mano che ci addentriamo, scopriamo le sorgenti del Torrente Cuervo... È una sorgente carsica che sgorga dalla roccia e nella roccia nuovamente scompare.

NASCIMENTO DEL RIO CUERVONASCIMENTO DEL RIO CUERVO

Il posto è tranquillissimo, ci sembra proprio di essere a casa anche se ll paesaggio è totalmente diverso. Terminato Il percorso lungo circa km 1,5 ripartiamo con la macchina per raggiungere la seconda tappa: Cueva del Hierro: un borgo rurale praticamente disabitato. Bah, non ci troviamo nulla di interessante; sarà perché siamo capitati proprio "fuori stagione". Avanti ancora per cercare la località Tejadillos. Dalla strada principale dobbiamo deviare su una stradina strettissima che attraversa un bosco. Tejadillos è una rada nel bosco da cui è possibile effettuare delle escursioni a piedi immersi nella natura. C'è anche un ristoro ma è chiuso.

ACQUILE NEL CIELO

Notiamo che non di rado si scorgono alti nel cielo dei rapaci enormi... Acquile reali sicuramente. Si prosegue, sempre senza incontrare nessuno, su questa stradina striminzita alla volta di Las Majadas (altro borgo disperso nel bosco e praticamente semi-disabitato). Qui deviamo per la quarta tappa: Callejones ossia un luogo simile alla ciudad encantada (ma non a pagamento)... Anche qui sono visibili e visitabili grandi rocce erose, dalle forme strane. Un po' disorientati (il tom tom navigator qui non ci è stato d'aiuto) proseguiamo per una stradina sempre piú stretta e sempre più disastrata.... che diventerà poi strada bianca; facciamo dietrofront e torniamo al borgo incontrato prima e li riusciamo a ritrovare la strada (normale) che in breve ci riporta a delle zone più "vive". Ci fermiamo a Villalba de la Sierra... Sono le 2 e dovremmo essere perfetti per l'ora di pranzo spagnola. Al primo ristorante che vediamo ecco infatti alcuni operai che si fermano per la pausa pranzo. Bene; ci fermiamo anche noi. Una "sopa castellana" (zuppa di aglio, jamon, aglio, albume d'uovo e pane), dei "guisantes" (piselli) con jamon, una "ternera" (bistecca di manzo dalle dimensioni esagerate) e delle "chuletas de cordero" (costolette di agnello). ll tutto come sempre semplice ma ottimo. La carne di agnello credo sia abbastanza comune da queste parti.

VENTANO DEL DIABLOVENTANO DEL DIABLO

Ripartiamo e proseguiamo verso Il Ventano del Diablo. E' un punto panoramico che dà su una gola altissima alla quale si affacciano pareti piene di buchi. In fondo alla gola scorre un torrentello azzurro. Foto di rito e un po stanchi per la giornata rientriamo a Tragacete dove finalmente incontriamo dei tori al pascolo.

TORI AL PASCOLO

 

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